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L'omofobia della Binetti e del PD PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Cortesi   

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marted́ 25 dicembre 2007

binetti_pd.jpgLa Binetti applaude il lavoro di un dottore cattolico che cura l'omosessualità come una malattia e i vertici del PD non reagiscono.

Alcuni giorni fa, sulle pagine di Liberazione, è comparso un articolo in cui il giornalista Davide Varì, fingendo di essere gay, si è rivolto ad un gruppo cattolico per la “cura” degli omosessuali.

Sono seguiti sei mesi di svariate terapie, preghiere, riflessioni di gruppo che avevano l’obiettivo di farlo tornare sulla retta via.
Il gruppo è diretto dal prof
.
Tonino Cantelmi, presidente e fondatore dell'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia all'Università Gregoriana.
Ma non fatevi ingannare dalle sue qualifiche: nonostante queste, la sua formazione professionale è vecchia di almeno 14 anni.
Infatti, nonostante l’omosessualità non sia più considerata dal lontano 1993 una malattia dall’ordine internazionale degli psichiatri, lui si ostina a considerarla tale.
E a volerla curare.

Il dibattito sul caso ha assunto connotati politici quando Paola Binetti, senatrice del PD e numeraria dell’Opus Dei (!), si è espressa come segue:

«Cantelmi svolge un lavoro eccellente. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario».

Vorremmo riflettere con voi su:

a)      il plauso della Binetti al lavoro di Cantelmi, le cui teorie, come detto sopra, sono ufficialmente superate da almeno 14 anni: questo pone le opinioni della Binetti – come quelle di Cantelmi - al di fuori della psicologia, della psichiatria e, in generale, di quanto ritenuto ad oggi attendibile dalla comunità scientifica mondiale.
In pratica, se la Binetti avesse detto “Secondo me i gay volano” avrebbe avuto la stessa credibilità scientifica.

b)      l’affermazione circa l’esistenza di una “lobby gay”: il Partito Democratico, che chiede i voti ai gay e che ha nelle proprie fila anche Alessio de Giorgi (presidente di Gay.it), si fa rappresentare in Senato da una membra dell’Opus Dei convinta dell’esistenza di una”lobby gay” che cospira nell’ombra per sabotare la società civile.
Siccome nel sistema politico italiano una senatrice è più rappresentativa di un candidato locale qualsiasi, dobbiamo pensare che sia la Binetti la vera interprete del pensiero del PD circa l’omosessualità?

c)      Il richiamo a “evidenze cliniche” imprecisate e – sottolineiamo - imprecisabili perché inesistenti circa la natura patologica dell’omosessualità.
In pieno stile “binettiano”, anche qui è necessario un atto di fede per credere alle sue parole.

Ricordiamo che la Binetti si è schierata contro la norma sulla violenza che avrebbe punito anche la violenza di stampo omofobo perché secondo lei ciò sarebbe stato in conflitto con la sua coscienza cattolica.

Tale affermazione afferma da un lato l’implicita (ed esplicita) omofobia delle attuali gerarchie cattoliche e in particolare dell’Opus Dei cui la Binetti appartiene, dall’altra sottolinea la distanza della Chiesa cattolica romana dal Vangelo, che non è affatto omofobo. Anzi.

Così, mentre riflettete sull’omofobia della Binetti, su d’Alema che trova il matrimonio gay offensivo e su Mastella che voleva far cadere il governo pur di non approvare i DiCo, guardatevi questo video in cui la Binetti afferma che “l’omosessualità è una devianza”.





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Ultimo aggiornamento ( marted́ 25 dicembre 2007 )
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